La diffidenza nei confronti del trasporto pubblico e il suo impatto ambientale

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Cosa sta succedendo al trasporto pubblico?
Uno dei tanti effetti che la pandemia ha lasciato sulle nostre vite di tutti i giorni è sicuramente quello che influenza il modo in cui ci muoviamo. Sulle strade circolano ormai sempre più mezzi privati con conseguenze inevitabilmente negative in termini di congestione e impatto ambientale. Non c’è bisogno, infatti, di spiegare l’impatto che il crescente numero di mezzi privati ha provocato e provoca sull’ambiente, lo sappiamo ormai da anni e lo abbiamo visto in modo molto evidente durante il periodo di lockdown. Abbassare le emissioni ai livelli di quel periodo è pressoché impossibile anche perché, fortunatamente, le industrie sono tornate a lavorare e le persone a muoversi. Di sicuro, però, prediligere il trasporto pubblico a quello privato rimane un’arma importante contro l’inquinamento. Ma nonostante la pandemia ci abbia costretto ad abbassare le emissioni, facendo respirare il pianeta, ora che la vita sta riprendendo i suoi ritmi è proprio la percezione del rischio di contagio che sta facendo diminuire vertiginosamente l’utilizzo dei mezzi pubblici .  

Una recente ricerca Istat ci segnala che questo autunno assisteremo a una diminuzione del 20% a favore di un parallelo incremento dell’uso di automobili private. Di pari passo vanno i risultati dell’indagine condotta da Doxa per l’Autorità di Regolazione dei Trasporti: oltre il 70% degli intervistati considera “molto meno sicuri” o “meno sicuri” tutti i mezzi collettivi rispetto al periodo pre-Covid.  

Tutto questo sta causando, non solo lunghe code sulle strade delle principali città ma anche danni all’ ambiente . La ripresa della mobilità pubblica favorisce, dunque, la sostenibilità ed è anche un fattore indispensabile per la ripresa del paese, ma passa attraverso la sicurezza. Come afferma, infatti, il presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti Nicola Zaccheo: 

"la ripresa del trasporto pubblico sarà fortemente condizionata dalla riacquisizione della fiducia verso il trasporto collettivo".  

Per questo motivo è necessario implementare e comunicare in modo adeguato soluzioni efficaci in grado di contrastare questa diffidenza. Paradossalmente, per fare un passo verso il futuro, almeno in questa situazione dobbiamo fare un passo verso il passato e riportare le persone a sentirsi più possibile al sicuro anche sui mezzi pubblici, magari anche di più di prima.  

Noi di Viraschutz crediamo nel futuro e lavoriamo ogni giorno con l'idea di essere artefici di cambiamenti che risolvano i problemi. L’attenzione verso l’ambiente è parte integrante della nostra mission e sposiamo in pieno la necessità di diminuire le emissioni facendo ripartire il trasporto collettivo. In questo senso la nostra ricerca si pone come soluzione garantendo sicurezza e tranquillità in ambienti condivisi 24 ore su 24 . Generando uno scudo antimicrobico sulle superfici, la soluzione Viraschutz, mantiene gli ambienti liberi da microrganismi in ogni momento della giornata per 3 mesi con 1 solo trattamento. Non solo ci si potrà sedere e si potranno appoggiare le mani su superfici costantemente sanificate ma, grazie alla forza elettrostatica dello scudo, ci si potrà sentire al sicuro anche dai patogeni presenti nell’aria.    

Siamo però consapevoli che non basta adottare misure di sicurezza più efficaci, ma per restituire tranquillità e sicurezza alle persone è necessario comunicarne la presenza e le potenzialità . Per questo ci impegniamo per essere noi i primi a promuovere l’informazione e a creare sempre le giuste condizioni perché venga stimolata nuova fiducia verso gli ambienti collettivi . Per questo chi sceglie la soluzione Viraschutz, si farà anche divulgatore di scienza e innovazione , le uniche in grado di cambiare il corso delle cose, riportando indietro la normalità del passato, migliorandola per trasformarla in quella del futuro.

Fonti:
Trasporti, il Covid fa ancora paura. Ecco perché le grandi code in città - Il Corriere
Italia 2021, Competenze per riavviare il futuro - PWC
La mobilità di domani - Micromega

ANGELA FANUCCI
Con un background in marketing e comunicazione interculturale d’impresa, Angela è la giovane Demand Generation Manager del team Viraschutz.
É appassionata di storytelling e da sempre affascinata dalla scienza. Una delle cose che le piacciono di più di questo lavoro è che attraverso gli articoli, scritti spesso a quattro mani con la Prof.ssa Roberta Censi, possiamo fare comunicazione scientifica autentica e metterla a disposizione di tutti.
Ama leggere e scrivere ed è il nostro occhio attento sul mondo, perché in fondo è quello che accade intorno a noi che guida la ricerca Viraschutz.

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